Nuovo Consiglio Direttivo

Si è svolta il 22 Ottobre 2020 dalle ore 17.00 alle ore 19.00, l’Assemblea Ordinaria dei Soci dell’Associazione per la RSI, realtà attiva a Modena da diversi anni e che raccoglie trenta imprese, tutte caratterizzate dal desiderio di diffondere a Modena le pratiche della Responsabilità Sociale e della Sostenibilità sul solco dell’ Agenda ONU 2030 e dei suoi Obiettivi. L’assemblea ha visto un passaggio del testimone, con la nomina del nuovo presidente e del Consiglio Direttivo. E’ Claudio Testi, Amministratore Unico dell’azienda Socfeder il nuovo presidente dell’Associazione per la RSI coadiuvato dalla vicepresidente, Silvia Pini imprenditrice dell’azienda Ecovillaggio. La rosa del Consiglio Direttivo per il biennio 2020 – 2022 vede figure già precedentemente presenti e una platea nuova di consiglieri, che saranno in grado di potare una ventata di innovazione all’interno dell’associazione. Chi sono dunque i consiglieri? Eccoli: Reggiani Francesco (Gruppo Hera), Elena Salda (Gruppo CMS), Marco Montanari (Proxima), Andrea Grillenzoni (Garc Spa), Marco Magaraggia (Altea), Duccio Cosimini (Coro Consulting), Maurizio Morandi (Tetrapack Packaging Solutions). Per quanto riguarda il Collegio Sindacale è stata nominata come presidente Elisa Stabellini (Edilteco) e come sindaci, Andrea Cavallini (Mediamo), Elena Lancellotti (Tellure Rota), Luca Moscatti (Tec Eurolab). Una composizione nuova, con tanta carica e con tanta voglia di fare per affrontare le nuove sfide che il mondo ci prospetta. Però per superare i nuovi ostacoli, bisogna sedersi e pensare a quello che è stato fatto in passato. Proprio per questo Claudio Testi, riprende nella chiusura dell’Assemblea Ordinaria, il discorso che fece Olivetti a Pozzuoli nel lontano 1955 “Può l’industria darsi dei fini? Si trovano questi semplicemente nell’indice dei profitti? Non vi è al di là del ritmo apparente qualcosa di più affascinante, una destinazione, una vocazione anche nella vita di una fabbrica? Possiamo rispondere: c’è un fine nella nostra azione di tutti i giorni. La Fabbrica di Ivrea pur agendo in un mezzo economico e accettando delle regole ha rivolto i suoi fini e le sue maggioripreoccupazioni alla devozione: materiale, culturale e sociale del luogo in cui opera”. Un grosso in bocca al lupo a tutto il consiglio!

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